Fake news: cosa le rende affascinanti?

Per chi si fosse perso la prima parte dell’articolo, può iniziare da qui:

https://liadigiliopsicoterapeuta.wordpress.com/2019/04/14/le-fake-news/?fbclid=IwAR0bx7Fg8YejuZfw6Ok2FGRGbOXtb-3VSvJx_s52EFmU0-lmvkld46XOivU

I meccanismi che rendono affascinanti le false notizie sono:

1- Propensione alla stabilità: condizione propria di ogni persona

2- Ricorso alle scorciatoie del pensiero: ovvero le euristiche.

3- Il ruolo delle emozioni.

 

Il bisogno di mantenere stabili le proprie idee è insito in ogni individuo.

Per questo motivo dopo aver letto una notizia che di primo impatto ci ha colpito e convinto, poi sarà difficile mettere in moto un cambiamento di opinione.

La fake news fa leva proprio sulla necessità di stabilità, indora le notizie le rende credibili e appetitose, riporta dicerie di uso comune, rendendo il suo linguaggio vicino al nostro e mettendoci nella condizioni di leggere con meno sospetto, abbassando le nostre difese. E il gioco è fatto.

La fake news è scritta in modo altamente coerente, fila tutto liscio nel suo ragionamento, è un unico lungo discorso che non si fa mettere in discussione, condito con idee grossolane e largamente diffuse.

Poi ad un certo punto, ci accorgiamo che qualcosa non quadra, e lì ci sentiamo molto confusi, fatichiamo a prendere una decisione su cosa pensare, perchè il concetto della fake news ci suona verosimile, ma anche il pensiero veritiero, fatto a posteriori, ha la sua coerenza. E in questo stato di confusione tenderemo a tenere per buone entrambe le versioni, anche se spesso dicono cose totalmente opposte.

Il fenomeno di cui vi sto parlando è quello della dissonanza cognitiva: prima pensiamo una cosa, poi ci comportiamo in un altro modo senza renderci conto di avere due idee incompatibili. Situazioni di questo tipo vi causano tensione o malessere,  cerchiamo quindi, di eliminare o evitare la situazione più scomoda e le informazioni che la alimentano. Andiamo cioè, automaticamente a ridurre la dissonanza. 

Vi faccio un’esempio così da rendere più chiaro il concetto: la famosa favola di Esopo, è una chiara dimostrazione di dissonanza cognitiva: la volpe desidera l’uva ma non è capace di arrivarci, e quindi che fa? Elabora la conclusione – non suffragata però da dati reali – che “l’uva è acerba”.

Un’altro esempio è la rottura di una relazione perchè il patner non corrisponde più il nostro amore, dentro di noi proviamo dolore ed è difficile ammetterlo. E cosa facciamo?  Ci giustifichiamo dicendo “Sapevo che non avrebbe funzionato”, “Non ne valeva la pena”.

Ora pensate quando si tratta di argomenti scottanti come: vaccini, immigrazione, o politica dove la posta in gioco è alta, e farsi un’opinione che non cada vittima di questo meccanismo vi sembra semplice? Le fake news, sono furbe e sanno bene dove colpire.

Vi aspetto per la seconda parte dei meccanismi che rendono affascinanti le false notizie,

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Dott.ssa Lia Di Gilio,

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