Nel corso dell’adolescenza, il batticuore e il colpo di fulmine è dietro l’angolo. Basta passare davanti un campetto di calcio o andare a una festa di compleanno per sentire quel familiare nodo alla gola con annesse farfalle nello stomaco.
Poi si cresce passano gli anni, e se incontriamo qualcuno siamo più freddi e diffidenti.
“L’esperienza fa da maestra!” Certo, è vero, ma l’amore è una delle esperienze fondamentali della vita. Definire cosa sia è impossibile, al massimo ci si può accordare su una definizione, giusto per avere un lessico comune che ci permetta di comprendere il focus del discorso.
Ma l’amore ha una sola forma o definizione? C’è l’amore tra due adulti, tra due amici, tra madre figlio, tra fratelli e sorelle, o anche per il proprio cagnolino. E poi l’amore ha diverse forme, c’è quello romantico, quello platonico, quello a prima vista, l’amore patologico e quello non corrisposto.
L’amore è quello delle poesie, dei libri, dei film; è un sentimento che da sempre nei secoli ha smosso guerre e intere nazioni. Una forza incredibile e innarrestabile, è uno stato di piacevole eccitazione emotiva e fisica che scaturisce dall’interazione reale o immaginaria con una persona. L’amore è impegno, costanza e dedizione, l’amore è felicità, ma non egoistica, felicità condivisa, perché dalla felicità di quella persona dipende proprio la mia.

Quali sono allora, i motivi che crescendo possono spingergi a non voler più vivere il sentimento più grande e più forte che esista?
Punto 1: siamo spaventati!
Abbiamo amato alla follia, donando tutti noi stessi, rinunciando un po’ a noi per dedicarci all’altro, e poi nel tempo abbiamo scoperto dei difetti nell’altra persona che non avremmo mai creduto potesse avere. Abbiamo amato si, ma poi scontrandoci con la realtà, abbiamo perso. Adesso quando si incontra una persona le si fa lo screening, per essere sicuri che non abbia i difetti del nostro ex e per non trovarci a soffrire, finisce che si è molto più selettivi di una volta e anche molto più impauriti, si perde la spontaneità. La scintilla dell’amore!
Punto 2: si percepisce il tempo che scorre!
In amore i confini temporali si fondono, non c’è più orologio o vincoli, si respira e si vive dell’altro un po’ più alla giornata. Però più cresci e più è difficile liberarsi dell’orologio, il lavoro chiama, gli appuntamenti si accavallano e il telefono squilla. Chi ha tempo per perdersi nelle fatate nebbie dell’amore?
Punto 3: e chi ci crede più?
Quando si è piccini si è sempre felici e sereni. Arrivano poi le prime delusioni, e sai già che quando sei felice… non durerà. Ci si rende conto della felicità solo dopo averla persa, quindi la gente quando cresce per paura di perdere la felicità, cosa fa? Semplice! Si impedisce di viverla.
Punto 4: ormai sei grande e tutto di un pezzo!
I confini della tua ideantità sono perfettamente definiti, sai chi sei e cosa vuoi. Da piccoli l’amore nasceva e cresceva nella confusione e nella scoperta: era meno preciso, ma era molto più facile. E oggi, invece?
Punto 5: Non si ha più tempo per giocare.
L’amore è un po’ di sana e insana follia, non c’è nulla di più bello nel gioco dei primi tempi o nel perdersi un po’ stupidamente, o nel fare pazzie, o rinunciare gli impegni, o sognare e riempire la mente dell’altra persona. Più il tempo passa e meno tempo abbiamo per queste cose.
Ma allora, se non abbiamo più tempo per questo cose, siamo destinati ad essere dei robot? Senza anima, freddi, calcolati e privi di sentimenti?
Non mi sento di dare una risposta, ma credo la vita sia fatta per condividerla con qualcuno che si ama, e parlo di amore in tutte le sue forme e accezioni.
Vi saluto con due citazioni che potrebbero farci riflettere:
Quando si sogna da soli è un sogno, quando si sogna in due comincia la realtà.
(Che Guevara)
Una gioia condivisa è una gioia raddoppiata un dolore condiviso è un dolore dimezzato,
E voi cosa ne pensate?
Dott.ssa Lia Di Gilio,
