Hikikomori (引きこもり? o 引き籠もり?, letteralmente “stare in disparte, isolarsi”, dalle parole hiku “tirare” e komoru “ritirarsi”) è un termine giapponese usato per riferirsi a coloro che hanno scelto di ritirarsi dalla vita sociale, spesso cercando livelli estremi di isolamento e confinamento. (Wikipedia)

 In Giappone si stimano 500 mila casi, e il fenomeno ha incominciato a diffondersi negli anni duemila anche negli Stati Uniti e in Europa

Le cause del fenomeno sono diverse:

  • caratteriali: gli Hikikomori di solito, sono ragazzi intelligenti e molto sensibili che faticano a relazionarsi con gli altri e soprattutto con una società molto competitiva.
  • familiari: gli Hikikomori di solito, sono figli unici provenienti da famiglie benestanti che caricano i ragazzi di grandi aspettative e si prospettano il successo per il loro futuro o quadri familiari che si caratterizzato dalla mancanza di una figura paterna e da un’eccessiva protettività materna. La pressione è tale che cedono arrivando ad un vero crollo psicologico e il conseguente isolamento.
  • scolastiche e sociali: quasi tutti gli Hikikomori hanno subito atti di bullismo, quindi vivono con ansia e una forte valenza negativa l’ambiente scolastico e la relazione con i coetanei, arrivando alla sfiducia nelle relazioni e al rifiuto verso la società, ponendosi al margine.

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I media accusano le moderne tecnologie di aver dato vita a questo fenomeno, attribuendo alla dipendenza da internet la causa.  È certamente vero che quasi  tutti gli Hikikomori utilizzino con assiduità il computer e giochino ai video games, ma questi sono solo la conseguenza del fenomeno e costituiscono anzi, l’unico mezzo di contatto che i ragazzi hanno con il mondo esterno.

Sono due i momenti critici in cui il fenomeno si instaura:

  • Durante le scuole medie, periodo che obbliga ad affrontare un contesto maturo e a rapportarsi in nuove sfide con i pari.
  • E alla fine delle superiori, all’inizio del percorso universitario e di ricerca del lavoro: una volta terminato il normale iter scolastico, un individuo si dovrebbe sentire motivato ad autorealizzarsi e a scegliere la sua carriera. Un esame fallito è la miccia che scatena l’isolamento che inizia gradualmente, e poi si autoalimenta fino a diventare sempre più grave.

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Il fenomeno coinvolge ormai tutto il mondo ( si stimano 30-50 mila casi) e il nostro Paese se ne sta accorgendo solo negli ultimi anni. 

Esistono alcune differenze tra gli Hikikomori giapponesi e  italiani. Quelli italiano mantengono, seppur conflittuale, un qualche rapporto con i genitori; mentre gli Hikikomori giapponesi si chiudono in casa azzerando ogni forma di contatto e costringendo i genitori a lasciare un vassoio con i pasti fuori dalla porta per avere la sicurezza che si alimentino.

Un altro dato interessante è che gli Hikikomori italiani sono in prevalenza di sesso femminile e molto più numerose rispetto alla percentuale di ragazze giapponesi.

Il fatto può essere facilmente spiegato anche come un fattore culturale: in Giappone si investono meno aspettative sulle donne e sulla loro realizzazione sociale, anzi proprio per le differenze di genere che ancora vigono, una donna reclusa viene vista meglio.

dipendenza da internet

In Italia non esistono centri per la cura di questo fenomeno, e gli stessi addetti ai lavori (medici, psicologi, sociologi ect..) lo confondono con la dipendenza da internet o depressione. Questa sindrome costituisce una vera propria scelta di vita che porta all’incapacità di immergersi nella realtà, provocandoanzi ansia e il bisogno di uscirne, a tal punto che questi ragazzi sostengono di vivere bene e rifiutano l’aiuto dei genitori. Quest’ultimi poi si trovano nella posizione di non sapere a chi rivolgersi e come fare per aiutare concretamente i propri figli.

Il percorso terapeutico, a cui sono sottoposti i casi diagnosticati, può durare da pochi mesi a diversi anni, e consiste nel trattare problema sia con sedute di  psicoterapia che con l’assunzione di farmaci.  

 

Dott.ssa Lia Di  Gilio,

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