Il maggior canale di comunicazione oggi oltre al telefonino e la messaggistica istantanea (whatsapp e telegram), è il social network.

Oggi è quasi impossibile trovare una persona che non sia iscritta ad un social network, dai più giovani ai più adulti, quasi tutti noi abbiamo un profilo su Facebook, Twitter, Instagram!

Il lato positivo di questo strumento è che ci permette di raggiungere ogni parte del mondo velocemente e con un semplice click. Il social network ci aiuta a rimanere in contatto con le persone, ritrovare amici di infanzia, tenerci aggiornati su fatti di cronaca o argomenti di vario genere ma assolve principalmente il compito di comunicare e metterci in relazione con gli altri.

Il social network è uno strumento e come tale ha un meccanismo che siamo in grado noi di regolare a seconda dell’uso che ne vogliamo fare e delle nostre esigente: si può pubblicare o scrivere frasi di varia natura e decidere chi può accedervi, se “gli amici” oppure tutto il popolo del web.

Tuttavia, questo strumento all’apparenza innocuo, ci espone alle insidie della rete e degli spazi cibernetici, che vanno molto oltre la semplice interazione sociale.

Alzi la mano chi non ha mai pubblicato una frase inerente il proprio stato d’animo o le proprie relazioni affettive?

L’argomento di cui mi piacerebbe parlare oggi, è l’esposizione emotiva e l’immagine personale che si cerca di dare sui social network e in particolare su Facebook.

Cosa dobbiamo ricordare innanzitutto, per fare si che il nostro profilo social, sia SANO?

In primo luogo ricordare che non sono necessari per la nostra vita, ma sono un extra: un modo di comunicare e condividere le nostre esperienze con persone che conosciamo anche nella vita reale o con le quali abbiamo una relazione.

Questo non vuol dire che se siamo arrabbiati con un collega di lavoro, glielo diciamo tramite i social network e  lo pubblichiamo sul suo profilo permettendo a tutti gli altri di sapere cosa stia succedendo e di poterci mettere bocca. Si dovrebbe fare lo sforzo di mantenere certe questioni private e affrontarle faccia a faccia con il diretto interessato.

Il social sta prendendo il sopravvento sulla nostra vita reale, le persone sempre più spesso controllano continuamente il telefono e ciò che accade su queste piattaforme. Il social non deve avere la priorità sui nostri interessi, va adoperato in modo sano, sapendo quando bisogna disconnettersi. La vita vera non è dentro un telefonino.

Spesso il social è uno strumento di pavoneggiamento o un modo per cercare di mettersi in mostra. Ricordiamo che se pubblichiamo notizie piacevoli sui social network, lo dovremmo fare per il semplice diletto di  condividere con i propri amici emozioni positive. Un po’ di sana vanità, non ha mai ucciso nessuno, ma esporsi solo per il bisogno di vantarsi della propria vita e sentirsi superiori, dovrebbe farci riflettere… siamo davvero così felici e appagati, come andiamo tanto sbandierando? I momenti più belli e veri, vanno vissuti non filtrati attraverso una foto o uno stato su un social.

Un aspetto che noto si sta perdendo totalmente sui social è questo: l’intimità. Sempre più spesso vedo pubblicate foto in situazioni che dovrebbero rimanere custodite e celate con gelosia nella sfera dell’intimità personale. Non è che forse rendere tutto pubblico, invece che renderci più popolari, ci stia rendendo dozzinali? Tutti mostriamo tutto a tutti, cosa ci rende unici? Cosa rimane di unicamente nostro?

Ormai è dimostrato scientificamente che alcune persone sentano la necessità di pubblicare il proprio stato d’animo e le proprie foto sui social network per un bisogno naturale di trovare un rinforzo. Il numero di  “mi piace” nasconde un significato profondo per la persona che li riceve:

  • senso di approvazione per come si pensa.
  • la foto che raggiunge un cospicuo numero di like fa si che l’autostima salga e dimostra agli altri che siamo piacevoli e belli.
  • Non serve uscire di casa perchè qualcuno ci veda, perchè sul web c’è una spinta psicologica rapida e immediata.

Sembra incredibile ma in pochi secondi è possibile ottenere “rinforzi psicologici” infiniti.

Infine, c’è un ultimo aspetto che mi sento di trattare, vige l’idea che  chi non è sui social “non esista”.

Non vi è mai successo di incontrare un amico o un conoscente e chiedere con fare ironico:” ma dove sei sparito? non pubblichi più niente su Facebook!”Ci siamo mai chiesti come mai non abbiamo pensato che esista comunque una vita al di là dei social network?Perchè se avevamo interesse a rimanere aggiornati su quella persona, non abbiamo preso il telefono e le abbiamo chiesto di uscire per un caffè o siamo passati a trovarla?

Il tono di questo articolo non vuole essere assolutistico o giudicante, ma uno spunto di riflessione verso dei comportamenti all’apparenza innocui, in cui bene o male quasi quotidianamente incappiamo tutti, senza magari nemmeno accorgerci.

Ci sono altri comportamenti da “social” che pensate avrei potuto trattare o vi piacerebbe trattassi?

Fatemelo sapere in un commento, oppure scrivete un e-mail a : ldg.psicologa@gmail.com

Dott.ssa Lia Di  Gilio,

 

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